IL DISASTRO DI MOLARE

VERSO VALLE: L'ONDATA

 

 

VERSO VALLE

 

 

Il Ponte di Belforte distruttto da un'anomola piena "da valle verso monte" del Torrente Stura (da G. De Luigi, 1999)

Poco oltre Borgo di Ovada, l'ondata raggiunse la confluenza dello Stura anch'esso in piena. Il centro storico di Ovada è infatti limitato ad Ovest dal T.Orba ed a Est dal T. Stura i quali si incontrano poche centinaia di metri a valle della città. Durante quella nefasta giornata più che un incontro fu un vero e proprio scontro! Ciò determinò un effetto del tutto simile a quanto accaduto a Molare in corrispondenza della confluenza con il piccolo Rio Granozza. Lo Stura, anch'esso in piena, si trovò il cammino sbarrato da un prepotente muro d'acqua. Forse ferito nel suo orgoglio lo Stura fu costretto ad indietreggiare non riuscendo a scaricare la sua portata. Tale arretramento si protrasse per circa 1.5 km sino ad abbattere il ponte stradale di Belforte costruito da poco. L'effetto fu evidenziato dalla dinamica del crollo che avenne da valle verso monte e non viceversa come sarebbe stato logico aspettarsi. L'ondata superò Ovada e con il contributo dello Stura si riversò nell'ampia vallata interrompendo in più punti le vie di comunicazione stradali e ferroviarie. La sua energia risultava ancora notevole e le acque invasero ampi settori dei fondovalle arrecando gravissimi danni a molte frazioni dei comuni di Silvano d'Orba, Capriata e Predosa.

La piena dell'Orba fotografata a valle dell'abitato di Silvano d'Orba (da Archivio Pietro Silvio Basso).

La piena dell'Orba fotografata a Silvano d'Orba (da Archivio Pietro Silvio Basso).

 

 

 

 

 

 

 

 

In quest'ultima località resistette il ponte stradale già flagellato dalla piena dell'anno precedente. Ma a Capriata perirono 4 persone (due fratellini di 12 anni e 20 mesi, la madre ed anche il podestà). In queste località, posizionate una decina di km a valle di Ovada vi furono molte situazioni drammatiche: la zona era molto ampia ma molte erano le cascine che si trovavano in prossimità del fiume. Ancora più a valle, ormai in prossimità di Alessandria, nei comuni di Fresonara, Basaluzzo, Boscomarengo, Casalcermelli la rottura su più punti delle arginature causò l'esondazione su centinaia di ettari di campi con numerosi danni ad attraversamenti, cascine e cimiteri. In questi comuni, nei giorni successivi, vennero recuperate vittime ovadasi ivi trascinate dalle acque per molti chilometri.

Spettacolare panoramica di Capriata d'Orba il 13 Agosto
(Sig. Augusto Lana).

Spettacolare panoramica di Capriata d'Orba il 13 Agosto
(Sig. Augusto Lana).

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine l'ondata raggiunse la confluenza dell'Orba con il Fiume Bormida: "…. A valle della confluenza dell'Orba…la grande quantità di materiali trasportata dall'alluvionale…ha profondamente alterato il regime del Bormida…" (da D.Tropeano, 1989).

Quanto accadde a Capriata d'Orba è ampiamente documentato nella pagina "LA PASSERELLA DI CAPRIATA D'ORBA" presente nella CANVA e tratta dal libro di Mario Tambussa "Il Romanzo della Passerella" del 2006