IL DISASTRO DI MOLARE

IL NUBIFRAGIO

 

 

IL NUBIFRAGIO

 

 

Mappa pluviometrica dell'evento alluvionale del 13.08.1935 (Revue de Geographie alpine vol. XXIV fasc. II 1936 ridisegnato)

L'alba del 13 Agosto 1935 era tersa e calda. Non era una novità. Il 1935 stava per essere ricordato come una delle annate più siccitose a memoria d'uomo. I molti contadini che vivevano nella Valle Orba erano molto preoccupati poichè tale situazione stava compromettendo irrimediabilmente i raccolti e l'allevamento. La crisi idrica costrinse la Direzione Aziendale delle O.E.G. a programmare un drastico taglio della produzione elettrica. Ciò aveva come inevitabile conseguenza la chiusura degli scarichi della diga con effetti negativi sul minimo deflusso del torrente, ormai in perenne secca. I contadini, comunque, si stavano accingendo a partire per i campi. Alle 6.30 un boato di un lontano tuono spezzò la monotonia degli ultimi mesi. Gli sguardi vi volsero speranzosi verso sud, verso i monti sopra i quali era visibile un'enorme nuvola di colore scurissimo che puntava spedita in direzione nord. Alle 7.30 si abbattè su Molare e Ovada un vero e proprio nubifragio. Ad Ortiglieto iniziò a piovere già alle 6.00.

 

Per comprendere chiaramente l'entità dell'evento occorre specificare alcune cifre:

  • da "Eventi alluvionali e frane nel Bacino della Bormida, studio retrospettivo" di D. Tropeano: "Nel Bacino dell'Orba cadono 364 mm di pioggia in meno di 8 ore. A (Loc.) Lavagnina la precipitazione è di 554 mm (182 in 2 ore), superando tutti gli analoghi eventi…nell'Europa… da oltre due secoli".
  • dati disponibili per stazioni pluviometriche limitrofe:
    Loc. Pianpaludo (Comune di Tiglieto, Alta Valle Orba) : 453 mm
    Masone (Alta Valle Stura, contigua alla Valle Orba) : 377 mm
    Belforte (Valle Stura poco a monte di Ovada) : 390 mm
    Loc. Lavagnina (Valle Piota) : 554 mm

L'evento portò nell'arco di meno di 24 ore una precipitazione pari a quasi il 30 % di quelle medie annue. Per dare un'idea della portata dell'evento basti immaginare che piovvero più di 15 metri cubi al secondo di acqua ogni kmq.

La pioggia caduta divenne deflusso all'interno del bacino del Torrente Orba di estensione pari a circa 140 kmq all'altezza di Bric Zerbino.

Le portate di piena dei corsi d'acqua si calcolano in base ai tempi di ritorno. Per il Torrente Orba all'altezza di Molare portate di piena pari a circa 1500 mc/sec sono calcolate per tempi di ritorno pari a 500 anni; ciò significa che in 500 anni almeno una volta si avrà tale portata (detta "Portata di piena catastrofica"!). Una portata di piena "normale" per il Torrente Orba, che si verifica per esempio ogni 50 anni, è di circa 1000 mc/sec.

La portata di deflusso del 1935 all'altezza della diga (cioè ben 5 km a monte di Molare): risultò compresa tra 2200 - 2300 mc/sec ! Statisticamente un evento di tale "portata" ha tempi di ritorno di circa 1000 anni!

 

Si riporta un passo della deposizione del guardiano della Diga Sig. Abele De Guz durante il processo alle O.E.G.:

" ......... Da questo momento gli avvenimenti precipitano ……..; alle 10 ….. il livello del lago aveva già raggiunto quota 318,08….. Alle 10.50 il lago raggiungeva la quota di massima ritenuta normale metri 322 …… Dalle 10.45 alle 12.30 l'uragano si calmava un poco ….. alle 12.30 - il livello del lago - raggiungeva la quota della sommità della diga di Sella Zerbino (metri 324,50) e cominciava a stramazzare al di sopra di essa…… La pioggia subito dopo le 12.30 riprendeva a cadere con violenza spaventosa ……. Il livello del lago si sopraelevava ancora e raggiungeva alle ore 13.15 la quota di 326,67......."


I dispositivi di scarico della Diga Principale erano in grado di smaltire una portata massima di 855 mc/sec! " ...... di fronte a tali risultanze non si riesce a comprendere in forza di quali profondi studi la Società concessionaria abbia potuto assumere come base, per il caclolo degli apparecchi di scarico, soltanto 6 mc/sec per kmq di bacino imbrifero ........ per lo sbarramento di Val Noci, nel computo della massime piene hanno tenuto conto di un coefficiente di sicurezza non inferiore a 20 mc/sec per kmq ......" fa notare l'Ing. Andrea Cannonero del suo articolo del 1935. Tale considerazione mette in luce come il progetto dell'invaso non fosse supportato da alcun calcolo fondato da dati effettivi e/o serie storiche (fatta eccezione per veloci valutazioni nell'arco dei tre anni riportate nel progetto del 1897) a supporto della valutazione della capacità di scarico. Inoltre, la valutazione delle portate che caratterizzarono l'evento del 1935 non fu effettuata sulla base di dati pluviometrici puntuali riferiti a Loc. Ortiglieto in quanto la direzione delle O.E.G. non ritenne necessaria l'installazione di stazioni pluviomatriche di monitoraggio. I valori a disposizione furono ricavati da aree limitrofe e furono oggetto di molte discussioni in sede giudiziale. In particolare la stazione pluviometrica di Loc. Lavagnina (Torrente Piota a circa 25 km a NE di Loc. Ortiglieto) registrò l'incredibile valore di 554 mm in otto ore!! Per avere un'idea dell'intensità di una simile precipitazione può essere interessante ricordare che durante l'alluvione del Novembre 1994 in Piemonte, il pluviometro regionale di Oropa (Valle Sesia a 1186 m sul livello del mare) registrò una precipitazione complessiva su 4 giorni di 567,2 mm (con valore massimo giornaliero di 311 mm). La maggioranza dei valori pluviometrici riferiti all'evento del 1935 per la Valle Orba e Stura sono riconducibili ad una precipitazione di durata non superiore alle 12 ore e sono valori decisamente maggiori a quasi tutti quelli ricavati per l'evento alluvionale del 1994 che si sviluppò nell'arco di 4-6 giorni !!