IL DISASTRO DI MOLARE

IL BRIC DEL LOVE' E
LE PUVIE: "IN VOLO"
SOPRA LA DIGA DI MOLARE

 

 

IL BRIC DEL
LOVE' E LE PUVIE

La località “Le Puvie” è posizionata a mezza costa del versante Sud occidentale del Monte Lupaio. Da questa zona si domina la Valle Orba proprio all’altezza della Diga di Molare. Il panorama che se ne gode spazia dal Monte Beigua al Monte Ratto, dal Monte Ratto al Monte Laione di Morbello, dalle colline di Cassinelle, Cremolino ed una moltitudine di paesini sino alla pianura alessandrina. Nelle giornate più limpide, volgendo lo sguardo ad occidente si possono ammirare i rilevi della langhe astigiane e ben oltre sino ad incontrare l’arco alpino ove si stagliano il Monviso e più a Nord il Monte Rosa. Ma lo sguardo non deve solo indugiare a centinaia di chilometri di distanza bensì soffermarsi si numerosi scorci offerti dal tortuoso defluire del Torrente Orba tra Tiglieto e Molare.

Una panoramaica ripresa da Loc. Monte Martino del Bric del Lovè al crepuscolo. Esso rappresenta la terminazione
occdentale di una dorsale montuosa che lo collega al vicino Bric Termo e Le Ciazze. Nell'inquadratura, nell'estremità
di sinistra, sono visibili la Frazione di Battagliosi e la sovrastante Loc. Albareto. In ombra l'Alta Valle Orba.

 

 

 

 

 

 

 




Per arrivare alle Puvie non vi sono particolari difficoltà. Esistono differenti itinerari. I più battuti sono tre: da Ovada (Loc. Costa – Requaglia – Faiello), da Molare (Loc. Albareto – Marciazza) e da Rossiglione (le Valli del Latte). Sono tutti itinerari molto suggestivi che consentono lunghi percorsi immersi nella natura adatti sia alle camminate, sia alle mountain bike che all’equitazione. L’unico inconveniente comune a qualsiasi escursionismo in queste zone (eccezione doverosa per la Val Gargassa) è la mancanza di una sentieristica segnalata in sito.

L'itinerario da Ovada ci regala un bello scorcio della borgata
di San Venanzio e del paese di Cremolino

La Località Le Puvie è sede di un'azienda agricola.
Siamo all'interno del territorio comunale di Rossiglione (prov. GE)

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi luoghi sono molto frequentati dai cercatori di funghi (i boschi sono fecondi di porcini, ovuli e funghi di pino) ed anche dai cacciatori. Il Monte Lupaio o Bric del Lovè risulta quasi totalmente disabitato (fatto eccezione per alcune aziende agricole a conduzione famigliare) e domina alla Valle Orba tra gli abitati di Molare e Madonna delle Rocche separando il nostro paese da Rossiglione posizionato nella Val Stura. Più a Nord questo bastione di roccia verde cede spazio alle colline arenacee e marnose che lentamente degradano verso la pianura di Ovada dove i due fiume, l’Orba e lo Stura confluiscono.

La traversa di Ortglieto e l'omonimo lago. Poco a valle, in ombra,
la fatidica Sella Zerbino.

Il suggestivo meandro di Loc. Marciazza. In alto a snistra
è visibile parte del Monte Ratto.

 

 

 

 

 

 

 



Questo luogo, connotato da una grande pace tipica dell’aperta campagna e minimamente disturbata dal rumore delle sporadiche vetture che percorrono più in basso la strada per Olbicella, si è lentamente ripreso dal devastante incendio che imperversò per alcuni giorni nella seconda metà degli anni ’80. Questo, illuminò le afose nottate estive di Molare durante i vecchi giochi in onore del Polentone: le Polentiadi.

Come detto sono tre i principali accessi alle Puvie:

1. Da Ovada si possono imboccare sia la Strada per Nuova Costa, sia la Strada per Vecchia Costa, sia la Strada Requaglia, tutte posizionate sulla sinistra lungo la strada per Molare (S.S. del Turchino). Queste strade ascendono i versanti boscati del Faiello e confluiscono nella Strada del Termo (sterrata ma carrabile) che dopo un percorso di circa 9 km giunge al bivio segnalato sulla destra per le Puvie.

Cliccare qua per visionare la carta (345 Kb): in verde le strade
asfaltate, in rosso le sterrate, in magenta i sentieri.
Sono indicati alcuni punti panoramici.

2. Da Molare occorre imboccare la strada per Fraz. Battagliosi (sulla destra subito dopo il Ponte) e dopo circa 1 km (oltrepassato il ponte sul rio Granozza) svoltare sulla sinistra in direzione di Loc. Albareto risalendo il versante. Dopo questa località la strada diviene sterrata e carrabile per un breve tratto (circa 1 km). Oltrepassata un’ampia radura (Loc. Albergo dei Poveri) dove è presente un pozzo idropotabile comunale recintato ed un fabbricato in rovina, occorre svoltare verso destra ed imboccare un sentiero che risale il versante occidentale del Bric del Lovè. Se invece si percorre sempre la strada sterrata principale si raggiungerà Loc. Varanzana.
3. Da Rossiglione bisogna imboccare la Strada “superiore” Valle Gargassa (S.P. N.79). E’ importante sottolinare che non si deve prendere la strada per Tiglieto (S.P. N.41) bensì un stretta via in salita posizionata un centinaio di metri più verso Ovada. Questa stradina si allarga procedendo verso l’alto e la si deve percorre per alcuni chilometri per poi svoltare a destra. Questa strada diverrà la Strada del Termo, una volta raggiunto il territorio comunale di Ovada. In questo preciso punto (ove si scollina e termina l'asfalto) si dovrà svoltare a sinistra per le Puvie. Come già detto non bisogna prendere la Strada per Tiglieto (S.P. N.41). Tuttavia è possibile fare una variante all’itinerario, o all’andata o al ritorno. Ciò consentirà di percorrere per intero le Valli del Latte sino al bivio per Loc. Garonne (o Garrone) di grande suggestione paesaggistica. Nelle immediate vicinanze si trova anche la splendida Valle Gargassa.

Durante gli itinerari 1 e 3 la Strada delle Puvie (divieto di accesso alle vetture) deve essere percorsa per un paio di chilometri sempre in salita. Quando si è in vista della omonima cascina e dei pascoli circostanti si noterà sulla destra un sentiero che ridiscende il versante del Bric del Lovè-Termo-Ciazze. Il sentiero è ben visibile anche se non segnalato e presenterà numerosi punti panoramici essendo a picco sulla Valle Orba all’altezza di C.na Marciazza. L’attuale lago di Ortiglieto è da subito visibile mentre la vecchia Diga di Molare è nascosta dai versanti boscosi. Occorre scendere il sentiero per alcune centinaia di metri e lentamente si avvisterà prima il Bric Zerbino e poi la Diga di Molare. Questo sentiero sarà percorso in salita se si sceglie l’itinerario 2 da Molare. Essendo la Valle Orba assai stretta, si consiglia di avvistare la Diga tra la metà mattinata ed il primo pomeriggio in modo da non scrutarla proprio quando è in ombra.

Percorrendo il sentiero in discesa, si inizia a scorgere
la Diga di Molare, nascosta tra i boscosi versanti.

Panoramica del lato valle della Diga di Molare.
Ancora in ombra non è visibile lo sfioratore superficiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Esistono inoltre altri itinerari per raggiungere a piedi, a cavallo o in mountain bike le Puvie. Si tratta di un dedalo di sentierini concentrati nel settore Faiello-Varanzana conosciuti dai locali che però non essendo particolarmente percorsi nè tanto meno segnalati potrebbero risultare di difficile comprensione.

Di sicuro uno dei classici itinerari in bicicletta è quello che raggiunge le Puvie da Ovada (It. 1) e ridiscende il Bric del Lovè da Molare (It. 2). Sottolineo che la discesa a due ruote potrebbe presentare ai meno esperti qualche problematica in alcuni limitati tratti dove il fondo del sentiero è disconnesso. Non mancano le testimonianze di ruzzoloni. La durata del percorso si aggira sulle 2-2.30 h.

Vista quasi aerea della Diga di Molare e del Bric Zerbino che un tempo la separava della Sella Zerbino sopra la quale
sino al fatidico 13 agosto 1935 era posizionata la Diga Secondaria.


 

 

 

 

 

 

 

 

La panoramica che offre questo punto di osservazione privilegiato consente di apprezzare molto bene il taglio di meandro che forzatamente effettuò il torrente il 13 agosto 1935. Il Bric Zerbino era infatti sino a quel giorno "aggirato" dal fiume. Una volta edificata la Diga Principale (la Diga di Molare) si determinò un grande Lago. Nella parte opposta del Bric Zerbino, rispetto alla Diga Principale, venne anche realizzata una Diga Secondaria detta di Sella Zerbino perchè posizionata sopra ad un avvallamento che univa il Bric Zerbino al versante opposto (visibile nella destra della panoramica sovrastante). Il 13 agosto 1935 il fiume letteralmente amputò il meandro realizzando una scorciatoia in corrispondenza di Sella Zerbino (porzione in ombra di Birc Zerbino).