LA RISALITA DELL'ORBA

IL DISASTRO DI MOLARE

 

 

"Il percorso che si intraprende è più importante della meta che si vuol raggiungere."

Fin da bambino mi è capitato di sentir dire "un giorno dovremmo risalire l'Orba a piedi". Alcuni sono giunti sino ad Olbicella, altri sino alla Diga di Molare ed ancor più sino alle Rocche. Ma tra il dire ed il fare c'è di mezzo ..... l'Orba !!
Proprio un anno fa, il 22 agosto 2007, quattro ragazzi di Molare (Alessio, Andrea, Fausto e Paolo) hanno fatto seguire alle intenzioni i fatti. Zaini in spalla sono partiti da Molare alla volta della sorgente del Torrente Orba.

Questa pagina racconta con le foto scattate dagli stessi ragazzi il loro viaggio in salita nel cuore selvaggio della dell'Alta Valle Orba.

Cliccando sulla mappa del Bacino dell'Orba in corrispondenza del simbolo è possibile visualizzare le immagine con un breve commento.

 

La risalita di un corso d’acqua, sia esso un rio, un torrente o un fiume, riveste grande fascino. Ci si immerge negli anfratti reconditi della natura, ove scorre il suo sangue. Si cammina nell’ombra ai piedi dei versanti delle valli, al fine di raggiungere la vetta. La strada da percorrere è il frutto di centinaia di migliaia di anni di duro lavoro da parte del corso d’acqua. Purtroppo in troppi luoghi quest’immane opera è stata deturpata da scarabocchi umani. Nel caso dell’Orba, le acque sono ancora limpide ed il respiro della natura non è ancora disturbato dagli odiosi frastuoni cittadini. Nella maggior parte dei casi si potrà udire in lontananza una motosega, un trattore o un’autovettura intenta a percorrere tortuosi itinerari. Poca cosa, se si considera che siamo ad una manciata di chilometri da una delle principali città italiane. La risalita dell’Orba regala anche la grande emozione finale: il mare. Il panorama che si può godere durante le belle giornate dallo spartiacque Ligure-Adriatico è di grandiosa suggestione. Queste sono le Alpi Liguri: una lunga terrazza sul mare e con vista alle lontane Alpi settentrionali. Quì si sublima il concetto, abusato in gastronomia, di “Mare-Monti”..... L’escursionista non può che essere assorto dalla vista della distesa d’acqua che è il Mar Ligure. Ma il mio personale affetto mi costringe a voltar le spalle a cotanto spettacolo ed a volgere lo sguardo verso Nord al labirinto di valli, vallette e vallecole che scendono verso la pianura. Penso alla miriade di piccole borgate, cascine e aberghi disseminati nei boschi, nelle colline o nella pianura. Penso al loro passato, ad un tempo lontano in cui per raggiungere la riviera occorrevano ore e ore di cammino. Altro che code in autostrada ! Altro che weekend al mare !! Il contatto della natura è anche contatto con il passato e con le proprie radici.

 


LA RISALITA
DELL'ORBA
Qualche numero riguardante il nostro fiume ed il suo bacino:

Bacino Principale di apparteneza : Fiume Po – Sottobacino Fiume Tanaro
Superficie totale del Bacino (alla confluenza con il Fiume Bormida) : 772,54 kmq
Superficie del Bacino a monte di Molare : 165 kmq
Superficie del Bacino a monte della Diga di Molare: 141 kmq

Affluenti principali:
Torrente Piota (confluenza a Silvano d’Orba)
Torrente Stura (confluenza ad Ovada)
Torrente Lemme (confluenza tra Predosa e Basaluzzo)

Principali affluenti molaresi:
Rio Meri (confluenza in Loc. Ortiglieto): superficie bacino circa 20 kmq
Torrente Olbicella (confluenza in Frazione Olbicella): superficie bacino circa 15 kmq
Rio Amione (confluenza in Loc. Amione): superficie bacino circa 10 kmq
Rio Granozza (confluenza in Frazione Battagliosi): superficie bacino circa 7 kmq

Altri affluenti degni di nota a monte di Molare sono il Rio Carpescio (zona Acquabianca), il Rio Orbarina (zona San Pietro d’Olba) ed il Rio Rostiolo (zona Vara).

Il Torrente Orba compie da Loc. Faiallo a Molare un percorso di circa 35 km. Le due località sono distanziate in linea d’aria poco meno di 20 km. L’Orba scorre in due differenti regioni, la Liguria ed il Piemonte ed in tre provincie: Savona, Genova ed Alessandria. Il suolo molarese è percorso per circa 15 km dall’Orba ed è per la quasi totalità contenuto all’interno del suo bacino idrografico. Solamente una piccolissima porzione, in Loc. Monte Martino (estremità Ovest del territorio), ricade nel Bacino del Torrente Caramagna che, come l’Orba, “donerà” il suo contributo idrico al Fiume Bormida e quindi al Tanaro ed al Po.

Limitando l’attenzione alla porzione di bacino a partire da Molare (esattamente dal ponte),  i comuni che sono fisicamente bagnati dall’Orba sono: Molare (AL), Ovada (AL), Rossiglione (GE), Tiglieto (GE), Urbe (SV) e Sassello (SV). Se invece si considera il bacino idrografico, i comuni anche solo parzialmente in esso contenuti sono: Molare, Ovada, Rossiglione, Cassinelle, Morbello, Ponzone, Sassello, Tiglieto, Urbe. Alcuni altri comuni invece “sfiorano” il bacino in quanto i limiti comunali sono posizionati in corrispondenza dello spartiacque. E’ il caso di, Campo Ligure, Masone, Genova, Arenzano, Cogoleto, Varazze e Stella.

Un’ultima curiosità. Quando si parla di “bacino idrografico” del Torrente Orba, si intende il bacino idrografico topografico. Non sempre coincide con il bacino idrogeologico. Acqua piovuta nel versante ligure, può finire nel Torrente Orba a causa delle notevoli fratture presenti nelle rocce (vedere anche La geologia della Diga di Molare). Esistono numerosi studi idrologici e pluviometrici che dimostrano con bilanci tra “il piovuto” ed il deflusso effettivo, un notevole disequilibrio in particolare per il versante ligure.

Per quanto riguarda infine i capricci del nostro amato fiume, è possibile consultare la sezione 16 AGOSTO 2006: autocelebrazione del Disastro di Molare.


Articolo tratto dal settimanale "L'Ovadese".

 

 


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Molare Rifugio sul Monte Beigua L'Alta Via Monte Reisa La Sorgente Verso la Sorgente Verso la Sorgente Diga di Vara Martina Badia di Tiglieto Verso Tiglieto Mulino di Olbicella Traversa di Ortiglieto Diga di Molare MarciazzettaCanyon