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Le Rocche sul finire degli anni '20.
Il ponte sull'Amione è nuovo di zecca ! |
Affluente di sinistra orografica del Torrente Orba scorre in un settore geologicamente affascinante. E' infatti con ogni probabilità impostato su una discontinuità tettonica che porta a contatto le rocce sedimentarie dell'antico mare triassico (vedere La Formazione di Molare) con complessi assai più antichi e da una storia molto più complessa (vedere La Geologia della Diga di Molare) e che costituiscono l'ossatura dei rilievi montuosi dell'Alta Valle Orba. Questa contrapposizione di rocce rappresenta la causa prima del rapido mutamento del panorama che interessa il settore di Frazione Madonna delle Rocche.
In un certo senso l'Amione scorre su una sorta di antica linea di costa. In alcuni settori del suo decorso, il rio incide rocce sedimentarie ricchissime di fossili. Tra questi, Località "Rera" ormai quasi totalmente sconosciuta alla maggior parte dei Molaresi, sorge tra Madonna delle Rocche, Borgo Peruzzi e Cassinelle all'interno della piccola valletta del Rio della Tassara (affluente di sinistra del Rio Amione):
"Nel 1700 alla RERA abitava, nella casa denominata "la bastarda", Cataren-na (Caterina) che tutti consideravano una "stria" (strega, nel Monferrato, mentre nel cuneese si dice "masca" e nell'imperiese "bagiua"). Mia nonna mi raccontava che quando Caterina compariva, all'ora del Vespro, sul sentiero che dalla RERA porta alle case di Borgo Peruzzi, le donne ritiravano in fretta la roba stesa (specie se appartenente a bambini piccoli) per evitare che Caterina potesse operare su quegli abiti qualche sciagurato maleficio. Si trasformava anche in animali, nella volpe, nella faina, nel gatto. E proprio sotto le sembianze di un gatto molesto che miagolava in modo macabro, venne presa di mira ed impallinata dallo schioppo di un contadino. La fucilata colpì la zampa dell'animale il quale, piangendo, fuggì. Il giorno dopo altri contadini che facevano i lavori lì intorno sentirono un mugugno tetro e sofferente provenire dalla casa de "la bastarda". Entrarono e videro Caterina, con gli occhi chiusi, i denti serrati e ...la gamba fasciata. Lì accanto un coltello, un paio di tenaglie e una bacinella di rame piena di pallini di piombo. Alcuni anni fa ho fatto una ricerca presso svariati Archivi ed ho trovato, su un censimento settecentesco: CATERINA NEGRINO, abitante la Località RERA nella casa detta DELLA BASTARDA "
(Aneddoto narrato dal poeta, filosofo nonché amico Gianni Priano)
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La costruzione del ponte delle Rocche
(da Archivio Comune di Molare) |
Anche il ponte sul Rio Amione ha avuto un ruolo nella storia del Disastro di Molare. Nel primo decennio del secolo, l'oggetto del contendere tra l'amministrazione comunale e l'Ing. Zunini amministratore delle "Forze Idrauliche delle Liguria", era rappresentato dalla costruzione del ponte sull'Amione. La società genovese infatti, era riuscita ad accaparrarsi un accordo con il Comune di Molare che prevedeva la costruzione della Diga di Molare in cambio della realizzazione della nuova strada per Olbicella (Alta Valle Orba). L'impegno fu preso ma mai portato a compimento, anche perché nel 1916 subentrarono del O.E.G. che dichiararono nulli tutti i precedenti accordi. Inoltre, nel 1917, il vecchio ponte sull'Amione (poco più di una passerella) fu distrutto da una piena. La sua ricostruzione fu ulteriore fattore di lite tra i contendenti. Alla fine comunque, fu il Comune di Molare a ricostruirlo
. Borgo Amione è un nucleo di case, un tempo cascinali, immerso nella piana di Campale ancora coltivata a frumento e profondamente incisa dai meandri del Rio Amione. Nei pressi di tale località era in funzione sino agli anni 50 la fornace che cuoceva i mattoni fatti con le poche argille presenti tra le ghiaie della piana. Oggi è ancora visibile la vecchia ciminiera perfettamente conservata.

L'Amione incide la piana di Campale e si nasconde tra la folta vegetazione |