IL DISASTRO DI MOLARE

AL FIUME

 

 

Il grande fascino della Valle Orba incomincia alle Rocche, per poi nascondersi in stretti meandri e versanti boscosi .....

 

AL FIUME
IL VESCOVO

Oltrepassate le Camminaie (vedere le pagine di Molare) la Valle Orba subisce un repentino mutamento: da ampia e con vistosi terrazzamenti ai lati, si trasforma in stretta ed incassata tra ripidi versanti rocciosi. L'aspetto più selvaggio e misterioso conferisce maggior fascino al Torrente Orba, quasi volesse indicare la direzione del famigerato Bric Zerbino. Naturalmente esistono alcuni bei laghetti per una rinfrescante nuotata.


Da valle verso monte si incontrano:

"La Diga Bassa o Lago di Salvatore": in questo caso la tradizionale toponomastica è facilmente spiegabile. La Diga Bassa era la Diga di Compensazione della Centrale Elettrica delle O.E.G.. Altro non era che un ponte ad archi sulla quale passava la strada per Frazione Battagliosi (oggi per raggiungere tale frazione da Madonna delle Rocche occorre ritornare a Molare ed attraversare l'Orba sull'omonimo ponte). Il contenimento delle acque rilasciate dall'impianto idroelettrico era consentito tramite una serie di paratoie che occludevano le arcate. Queste erano attivate dal guardiano di tale diga di nome Salvatore Quintavalle; ecco spiegato il secondo nome! Il lago un tempo era più sviluppato ed era possibile tuffarsi dai ruderi della diga e della casa del guardiano. Purtroppo in questo, come in altri siti, la cntinua ed indesiderata estrazione di ghiaia ha rovinato bellissimi angoli di fiume nei quali era possibile trascorrere spensierate giornate.

Il Lago di Salvatore che si presenta oggi (agosto 2005). Ben visibili le spettacolari bancate della Formazione di Molare

I resti della Dga Bassa. Im primo piano qualla che un tempo era la spalla destra ove sorgeva la casa del guardiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il Canyon di Molare": rappresenta una delle mete più conosciute dai bagnanti. Si tratta di una strettissima forra nella quale il Torrente Orba incide una serie di rocce metamorfiche molto compatte. Il risultato è un tratto di alveo lungo un centinaio di metri non più ampio di cinque o sei metri delimitato da pareti verticali alte una decina di metri. Le acque sono profonde alcuni metri, di colorazione di diverse tonalità di verde. Da sempre una delle maggiori attrattive di alcuni incauti turisti domenicali sono i tuffi dalle pareti. Essendo però la forra molto stretta, minime variazioni della portata del fiume si posso tradurre in rilevanti variazioni del livello dell'acqua. Ciò rende altamente pericoloso il tuffo dalla sommità delle pareti. Inoltre l'acqua più profonda è anche molto fredda. Numerosi sono stati in passato gli incidenti (anche mortali) causa di traumi o congestioni. Meglio le rilassanti nuotate.

Le ripide pareti del Canyon sono costituite da compatti calcescisti.

Settore a valle del Canyon, all'altezza di località Le Carrette

 

 

 

 

 

 

 

 

La "prima spiaggetta" immediatamente a monte del Canyon

"C.na Isola Lunga e Le Spiaggette": a monte delle Canyon sono presenti una serie di piccoli laghetti tra scogli rocciosi e limitate spiagge di sabbia grossolana. Non è possibile in questi tratti nuotare ma solamente rinfrescarsi. Questo angolo di valle è tra i più suggestivi in assoluto. Due curiosità: l'omonima cascina, ancora abitata, pur apparendo assai elevata rispetto al fiume, durante il Disastro di Molare fu ugualmente allagata; se invece si volge lo sguardo sui versanti boscosi di sinistra orografica, poco al di sotto del taglio stradale, è possibile notare un piccolo ghiaione: è la discarica di uno degli attacchi effettuati per l'esecuzione della galleria di carico che portava l'acqua dal Lago alla condotta forzata della Centrale Elettrica.

 

La Marciazza e La Marciazzetta": trattasi a parer mio di uno dei più straordinari angoli dell'intera Valle Orba! In questo settore il fiume ha creato uno spettacolare meandro con tanto di piana alluvionale in sinistra orografica, incastonata tra versanti ripidissimi. Questa piana, "La Marciazza", è ancora coltivata: il tempo sembra essersi fermato. In sponda opposta, è presente una cascina "La Marciazzetta" abitata da coraggiosi amanti della natura. Quì il fiume traccia una spettacolare curva molto pronunciata: non si può che pensare all'impatto tremendo, subito da queste roccie e causato dall'enorme ondata del 1935. Dal punto di vista "balneare", in corrispondenza di Marciazzetta, poco a monte del guado, è presente un bellissimo laghetto per refrigeranti nuotate (l'acqua è assai fresca). Anche la spiaggetta è ideale per il relax. Un centinaio di metri a monte è presente un secondo laghetto dalle acque limpidissime. Un consiglio: la strada sterrata per Marciazza offre l'essenziale per chi ama la natura. Una mezz'oretta di cammino potrebbe essere molto più gratificante rispetto al "tuffarsi nel fiume" con la vettura (anche perché è vietato). Se invece non amate la natura…. statevene a casa.

Il lago di Marciazza al di sotto dell'attraversamento dell'acquedotto.

Il cristallino specchio d'acqua immediatamente a monte di Marciazzetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre Marciazza e Marciazzetta il fiume non offre siti di rilievo per la balneazione sino a Loc. Ortiglieto. Un'escursione a settembre o primavera, ovviamente compatibilmente con i capricci del torrente potrebbe far scoprire un angolo veramente suggestivo dell'Orba: il meandro di Castellunzè (o Castellocielo). Trattasi di un meandro strettissimo ed incassato oltre il quale si trova Bric Zerbino. Siamo dunque arrivati alla Diga di Molare !!

 

Volare sull'Orba !!!

 

Clicca sui nomi dei laghi ed ammira dall'elicottero il Torrente Orba.

 

(Volo Primavera 2003 - Gentile concessione del Comune di Molare)

 

Legenda carta: in blu i corsi d'acqua, in rosso le strade asfaltate, in magenta le mulatiere o sentieri

 

 

 

 

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