IL DISASTRO DI MOLARE

ALLA SCOPERTA

DELL'ALTA VALLE ORBA

     

 
"LA FUGA"
DEL RATTO

"Chi potrà della gemina Dora, / Della Bormida al Tanaro sposa, / Del Ticino e dell'Orba selvosa / Scerner l'onde confuse nel Po; / Chi stornargli del rapido Mella / E dell'Oglio le miste correnti, / Chi ritorgliergli i mille torrenti / Che la foce dell'Adda versò, / Quello ancora una gente risorta / Potrà scindere in volghi spregiati, / E a ritroso degli anni e dei fati, / Risospingerla ai prischi dolor; / Una gente che libera tutta / O fia serva tra l'Alpe ed il mare; / Una d'arme, di lingua, d'altare, / Di memorie, di sangue e di cor...."
   
   
   
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L'INVASO
MOLARE