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Per tutti coloro che desiderassero
approfondimenti sulle connotazioni geologiche dell'area di Loc.
Ortiglieto e Molare si consiglia di visionare l'apposita sezione
presente in La
Diga di Molare. Le righe che seguono sintetizzano contenuti
dell'allegato "Relazione sulle condizioni geologiche della
Diga Zerbino in Valle d'Orba" a firma del Prof. SALMOIRAGHI
del Politecnico di Milano.
Vale la pena sottolineare in
primis che tale elaborato è l'unico contributo geologico
a tutti i progetti dell'invaso. Non fu ritenuto rilevante consultare
il geologo in nessuna fase della progettazione esecutiva e le sostanziali
modificazione al progetto di massima iniziale vennero avvallate
trascrivendo (potremmo dire "fotocopiando") la relazione
iniziale.
Quanto ai contenuti essi vennero
"ampiamente" esposti in non più di cinque paginette.
A tal riguardo si può citare un passo della relazione progettuale
dell'Ing. Zunini "........Il responso del chiaro scienziato,
pienamente favorevole alla scelta, ........... è allegato
in fine alla presente relazione, e per quanto esauriente, è
abbastanza succinto, perchè io non creda necessario di riassumerlo.".
L'elaborato in questione non
è supportato da alcuna indagine di dettaglio: non furono
eseguiti sondaggi e neanche campionamenti di superficie nè
tantomeno analisi strutturali dell'ammasso roccioso. I contenuti
della relazione sono dedotti da (probabili) sopralluoghi e da esperienze
precedentemente acquisite in altri progetti in aree assolutamente
non assimilabili!
"Queste rocce si succedono
alternandosi ed intrecciandosi in masse divise in strati ........
Nell'Orba tanto alta che media gli strati, piuttosto grossi, ma
fratturati da litoclasii, sono per lo più verticali o fortemente
inclinati all'orizzonte e diretti prevalentemente da sud a nord
o con direzione che poco da questa si scosta. Non mancano deviazioni
maggiori, specialmente dove sono in contatto rocce compatte a scisti
friabili; e cioè si hanno strati diretti ed inclinati comunque
ed anche contorti .......". Tali affermazioni avrebbero
dovuto da subito avvertire i progettisti sulla complessità
geologica dell'area. Il Prof. Salmoiraghi prosegue "Il corso
quindi delle acque è nel suo andamento generale pressochè
parallelo alla direzione degli strati e si è insediato a
preferenza lungo i fasci di rocce erodibili." Continuando
si afferma che il T.Orba ha comunque dovuto necessariamente attraversate
zone maggiormente compatte data la complessità strutturale
della zona. Ciò impone alla valle settori morfologicamente
differenti: in Loc. Ortiglieto la presenza di rocce maggiormente
erodibili determina pendii poco acclivi e maggiore ampiezza; al
contrario in corrispondenza di Bric Zerbino la valle risulta molto
inforrata e con versanti ripidi a causa della presenza di rocce
compatte. Su questa base il geologo riassume, generalizza e semplifica
sostenendo che l'Orba " ........ si trova di fronte una
potente zona di rocce compatte, la più potente anzi fra quante
ne incontri in tutto il suo corso montano." Dove sono finiti
gli strati fratturati (cioè le faglie) anzi citati? Una frase
suona però molto sibillina: "Tutte le rocce attraversate
in questa regione delle anse sono compatte; nessuna di facile erodibilità
appare in contatto del torrente, bensì se ne trovano degli
affioramenti in alcuni affluenti laterali e nelle selle ......"
!!!! A questo punto della trattazione il danno comunque è
fatto: "Oso dire, che in qualsiasi punto di questa regione
può con sicurezza impiantarsi uno sbarramento ........ Anche
rispetto alla impermeabilità intrinseca della roccia non
possono nascere dubbi ........ Le osservazioni fatte nelle cave,
nelle miniere, nelle gallerie comprovano che lo stato di fratturazione
esterna delle rocce va gradatamente scemando in profondità.".
Concludo con un'ultima citazione
"Ora di tutte le dighe cadute, che registra la storia, due
sole, se non erro, caddero per difetto del terreno, cioè
la diga di Puentes in Spagna ........... e quella dei Grands Cheurfas
in Francia ........".
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