La decisione di innalzare la diga di 13 mt rispetto al progetto originale generava un altro problema: in un punto del perimetro del nuovo bacino, in particolare dove l'avvallamento di due crinali (Bric Zerbino nel lato opposto alla diga principale) formava una sella (Sella Zerbino) l'argine naturale si sarebbe trovato ad una quota inferiore rispetto alla quota massima d'invaso. L'acqua quindi sarebbe potuta "traboccare" riversandosi nel meandro del T.Orba immediatamente a valle della diga principale (per vedere la mappa dell'invaso cliccare qui).

Vista da valle (L'Energia Elettrica Fasc. XII Vol.2 1925)

Sezione trasversale (L'Energia Elettrica Fasc. XII Vol.2 1925)
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Si provvide pertanto alla costruzione di uno sbarramento secondario costituito da un muro di lunghezza massima sommitale di 110 m ed altezza massima di 14 m. Tale sbarramento fu progettato e costruito in modo molto sbrigativo senza il supporto di adeguate indagini geologiche poichè Sella Zerbino sarebbe dovuta essere ".......costituita da solida roccia ......." (L'Energia Elettrica Fasc. XII Vol.2). Vennero sbancate e preparate le spalle e si gettarono le due pareti di cemento mentre l'intercapedine fu riempita di materiale di recupero.
Poichè il terreno su cui era stato posto lo sbarramento presentava zone di permeabilità elevata, ben presto, a bacino riempito, si verificarono le prime infiltrazioni e perdite d'acqua a cui i tecnici delle O.E.G. fecero fronte (con scarsi risultati) con iniezioni di calcestruzzo. Sopra la sbarramento le O.E.G. costruirono la strada di accesso alla diga principale e fecero passare la linea telefonica che comunicava con la Centrale Elettrica di Molare.

Suggestiva cartolina d'epoca: la diga secondaria è evidenziata da
un tentativo di fotoritocco. Nella parte di destra di Bric Zerbino
il fotografo ha posizionato un edificio, apparentemente la casa del
custode, ma che in realtà è situata fuori dall'inquadratura.
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Vista da monte (L'Energia Elettrica Fasc. XII Vol.2 1925). Il tetto che si intravede al di là era probabilmente una centralina telefonica e/o elettrica posizionata sul lato della strada che portava alla Diga Principale di Bric Zerbino.
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Vengono riportati quì di seguito alcuni dati tecnici dell'opera che di fatto appariva come un "grosso muretto" progettato per resistere alla spinta idrostatica dell'acqua dell'invaso:

Vista da valle (L'Energia Elettrica Fasc. XII Vol.2 1925) |