La centrale elettrica era posizionata circa 3 km a valle dagli sbarramenti in Loc. Cerreto (Frazione di Madonna delle Rocche).
L'acqua dal lago veniva convogliata per mezzo di una galleria scavata nella roccia (galleria di carico) in un pozzo piezometrico posizionato sulla sommità di un rilievo dominante la centrale elettrica. Da tale pozzo partiva la condotta forzata in acciaio terminante nella centrale elettrica. Viene quì di seguito riportata una sintetica descrizione dell'impianto:
Galleria di carico: funzionante sottopressione di lunghezza pari a 2722 m, pendenza pari 0,001 e diametro interno di 3 m. L'opera fu realizzata in 8 attacchi (2 agli estremi e 6 intermedi) e gran parte della manodopera fu recuperata in loco. Attualmente sono ancora visibili alcune discariche del materiale di risulta così come sono ancora presenti 3 cunicoli laterali per l'ispezione. L'imbocco della galleria era posizionato a poche decine di metri ad Est della Diga Secondaria.
Pozzo piezometrico: funzionante con il principio dei vasi comunicanti ed avente diametro pari a 10 mt (nella parte sommitale 16 m) e profondità di circa 43 m.
Condotta forzata: costituita da un tubo in acciaio di lunghezza complessiva pari a 423 mt ha origine nella galleria di carico a circa 30 mt dal pozzo piezometrico. Il diametro risulta di 2.5 m (pari a 3 m in corrispondenza dell'innesto con la galleria di carico) mentre la sua pendenza è variabile. All'estremità inferiore, in corrispondenza della centrale elettrica la tubazione è munita di 4 diramazioni alimentanti altrettante turbine.
Centrale elettrica: ubicata sull'alveo sinistro del T.Orba era dotata di turbine Tipo Francis doppie a reazione accoppiate a tandem. Due gruppi di turbo alternatori trifase erano accoppiati direttamente ai due gruppi di turbine della potenza in esercizio continuo di 14.000 KVA. Lo scarico nell'Orba avveniva tramite apposito canale in calcestruzzo.
Diga di compensazione: costruita a valle dello scarico aveva la funzione di regolare i regimi idrici del torrente a seguito della restituzione dalla centrale.
Per quanto attiene direttamente la Centrale Elettrica, venne presumibilmente realizzata intorno agli anni 1923-1924 (anche se i primi sbancamenti vennero effettuati già del 1915) con progetto a firma dell'Arch. Piero Portaluppi ( in parte pubblicato nel 1924 nella rivista specialistica AEDILITIA). Quest'ultimo fu autore di una serie innumerevole di progetti per centrali elettriche tra il 1915 ed il 1930. Tra i più estrosi, eclettici e moderni progettisti dell'epoca realizzò a Molare un progetto che fondeva sapientemente forme all'avanguardia per l'epoca ad un rigoroso rispetto per il contesto circostante. Il pregevole progetto fu però in fase di realizzazione variato in vari sostanziali tratti e l'opera finita si presentò meno affascinante ma comunque assai imponente.