Se è vero che un'immagine vale mille parole, una cartolina ne vale ancor di più. La cartolina è un'immagine che viaggia nel tempo ed ha viaggiato nello spazio.
Sono finestre aperte verso il passato ed inquadrano luoghi che non ci sono più o che sono radicalmente mutati, persone che hanno vissuto intere vite di cui una frazione infinitesimale è stata donata ai posteri. Poi c'è la storia di chi era dietro l'obbiettivo, il fotografo, e d ancora la storia del viaggio compiuto dalla cartolina, da Molare a luoghi più o meno remoti per poi tornare in qualche raro caso all'origine. Infine non si può dimenticare chi l'ha scritta e chi invece la ricevuta.
Quando ho iniziato a collezionare cartoline d'epoca di Molare, non avrei mai pensato di recuperarne così tante, ed ancora vado cercando ..........
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| MOLARE- CASTELLO CONTE GAIOLI BAIDI (1905-1910)
VIAGGIATA; ED. ERNESTO MAINERI
Una tra le più classiche vedute del Castello Gaioli Boidi (non “Baidi” come erroneamente riportato).. L’immagine fu ripresa nei primissimi anni del ‘900 ma per i successivi quattro decenni fu oggetto di numerose ristampe. La presente risale al secondo decennio. In effetti questa veduta potrebbe essere utilizzate ancor oggi, pur tenendo conto che il punto di ripresa non sarebbe più tra gli alberi del Boschetto ma, molto più probabilmente, da una delle numerose finestre della nuova scuola di Molare.
La cartolina riveste un certo interesse non tanto per il soggetto (Castello e retrostante campanile della Chiesa), quanto per la lunga dedica che occupa tetto il retro e parte della fronte.
“Carissimo Sig. Azimonti
Grazie gradita sua ellustrata, io sto sempre bene è quindici giorni che continuo cambiare domicilio. Simmagini 3 posto in pochi giorni ed oggi si ricambia ancora quando saremo a posto certo finirà la guerra. Mi scuso se non le scrivo tanto ma anchio sono solo! Con 250 uomini da amministrare e poi tutti questi cambiamenti mi fanno perdere del gran tempo. Ora sono stato formalmente nominato furiere della 8° Compagnia e come tale il mio stipendio si aggira a 2 soldi al giorno !!! ed ora al campo II soldi !!! vede che vi è da stare allegri, per fortuna (vorrei dire) non si trova nulla da comprare e quel poco che cè costa un occhio. Per ora basta Sig. Azimonti. Appena compiuto San Michele gli scriverò ancora. Un saluto a Sigg Principali mia Sorella e tutti i colleghi e colleghe, i miei rispetti alla sua Signora baci ai bambini e una strettissima a lei. Colombo. Spero arrivederci presto.” La cartolina fu spedita da Molare l’11.10.1918 al Sig. Azimonti presso la Prefettura di Legnano. Sfortunatamente è specificata solamente la Compagnia di appartenenza e non il Reggimento. (inserita 06.05.2008)
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M\OLARE- VEDUTA DALLA SCALINATA DEL SANTUARIO (1937-1939)
VIAGGIATA nel 1946; ED. ERNESTO MAINERI
M\OLARE- DAL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE ROCCHE (1938-1940)
VIAGGIATA nel 1941; ED. ERNESTO MAINERI
Queste due immagini furono scattate a non più di due anni di distanza l’una dall’altra tra il 1937 ed il 1940. Tra le tantissime cartoline della Frazione Madonna delle Rocche, queste sono assai particolari, perchè il fotografo, Maineri di Ovada, sale sul campanile del Santuario e riprende il lungo viale di accesso che, nella seconda cartolina, è stato appena sistemato a nuovo così come l’edificio in primo piano in basso a sinistra, sede dell’Azione Cattolica. Interessante notare che la cartolina più antica riporta erroneamente la dicitura “Veduta dalla scalinata del Santuario”. Naturalmente, se la scalinata fosse così alta da consentire la panoramica ripresa dal fotografo, più che per un Santuario della Madonna, le Rocche sarebbero conosciute per la presenza di una sorta di piramide Maya.....
Ben visibile è il piccolo agglomerato urbano della frazione. La locanda di Battistin (infondo al viale sulla sinistra) è in fase di realizzazione nella prima cartolina ed ultimata nella seconda. Sono poi individuabili in entrambe la Scuola Raggio e C.na Meleto posizionate lungo la strada per Molare. Sulla sinistra delle cartolina sono ben visibili Loc. Terio, la borgata Cànova e Borgo Peruzzi; quest’ultimo in prossimità del bosco che nasconde Villa Campale. Lungo la dorsale collinare che caratterizza lo sfondo delle immagini si vede C.na Carlotta mentre nell’estremità di destra è appena visibile la chiesetta di San Giuseppe alle porte di Molare. Il profilo topografico delle colline mette in evidenze un “cocuzzolo” centrale corrispondente all’agglomerato di Cremolino nonchè, sulla sinistra, quello della Madonna della Brucieta. Sfortunatamente ai tempi le macchine fotografiche non erano ancora ottimizzate per le panoramiche.
Le due cartoline sono animatissime: nella prima, scattata nella tarda mattinata di una Domenica la gente si accinge a raggiungere a gruppi ben circoscritti il Santuario. Interessante notare che il primo figurante a centro viale sta raggiungendo il Santuario su un cavallo. La figura non è molto chiara ma dalle dimensioni è possibile ipotizzare che si tratti di una ragazzino in groppa ad un pony. L’appariscente cappello fa presumere che si tratti di un nobile. Assai più compassata sembra essere la gente (sarebbe meglio dire la folla) raffigurata nella cartolina del 1939-40. Per prima cosa l’orario è differente: le ombre indicano che la foto è stata scattata nel primo pomeriggio di un’assolata giornata di festa. Non è impossibile ipotizzare l’esatto giorno: l’8 Settembre.
Ai tempi si organizzavano addirittura treni speciali da Genova ed Acqui Terme grazie ai quali centinaia di pellegrini arrivavano dai paesi circostanti per una giornata condivisa fra preghiera e festività popolare. E’ proprio in questo periodo, nel quale il Santuario della Madonna delle Rocche raggiunge l’apogeo della celebrità. Inoltre, nel 1939, dopo una lunga battaglia giuridica tra il Comune di Molare e la Curia, venne definitivamente affidata la proprietà del Santuario ai Padri Passionisti.
Un'evidente differenza tra le due fotografie è rappresentata dalla vegetazione che nel primo caso è rigogliosa (primavera – estate) mentre nel secondo caso l’ambientazione sembrerebbe invernale. Per tale ragione verrebbe da chiedersi se la festa che caratterizza le strade delle cartolina più recente, sia in realtà qualche altra manifestazione. Infatti, da sempre, oltre alla già citata celebrazione in onore della Madonna, alle Rocche si celebra con tanto di banchetti anche il Lunedì di Pasqua che nel 1937 cadde in un periodo ancora invernale: il 29 di Marzo.
La prima cartolina venne probabilmente inviata all’intero d una busta poiché manca di affrancatura e timbro postale e soprattutto per un’esigenza di privacy dato il forte contenuto: “Molare, 23.9.46 – Mia caro (omissis) ; Il mio primo ricordo giunta a Molare è stato per Te perché il mio pensiero sei solo Te. Con tutto se non mi credi mai, a che ora sei arrivato a casa ? Quanto eri stanco, troppi sacrifici per me, ma se di volerti bene ti posso essere riconoscente ti giuro che di più non ti posso amare. Ai sentito che già è venuta l’ora di vendemmiare ? Però spero Domenica di essere già a casa. Se vado prima di Domenica scrivo ancora, siamo intesi? Dunque vieni solo che mi trovi lo stesso. Ti saluto caramente tua (omissis), tantissimi bacini…..”
La cartolina più recente fu invece spedita da Terio il 20 settembre 1941 verso Acqui con un semplice “Grazie, cari ricordi, ricambio auguri e saluti“.
Un’ultimissima curiosità: nonostante sia indubbio che l’immagine della prima cartolina sia, anche se di poco, antecedente alla seconda, quest’ultima fu data alle stampe nel 1940, un anno prima rispetto all’altra. (inserite 01.06.2008) |
MOLARE - PANORAMA (1960-1965)
NON VIAGGIATA; ED. IGHINA GIUSEPPINA
Questa cartolina, risalente alla metà “dei mitici anni ‘60”, riprende il paese di Molare in un periodo di grande espansione edilizia che porterà all’attuale configurazione urbanistica. La scelta dell’inquadratura non è casuale. Perchè mai “tagliare” il ponte di Molare, protagonista di decine di cartoline ? La risposta è semplice: l’abitato di Molare si è ampiamente sviluppato a Sud, nelle Località Ceriato, Querceto e Bricchetto. Sono già comparse le prime palazzine lungo Via Roma ed è in via di realizzazione quella in Via Santuario (vicino alle attuali scuole). Altre case sono in fase di ultimazione in Loc. Bricchetto e Querceto. In Via Campi Sportivi è ben visibile la Caserma dei Carabinieri e la palazzina a fianco. Si può altresì notare che frontalmente a quest’ultime non compare ancora il grande palazzo Bricchetto a facciata curva, ben visibile al giorno d’oggi. Più in primo piano il Borgo San Giorgio ha assunto la configurazione attuale e fervono opere di ristrutturazione dei vari fabbricati. Il centro di Molare, il Paese, presenta numerosi fabbricati fatiscenti, per esempio lungo la ben visibile Corso Saracco, che saranno via via ristrutturati. Nel settore retrostante al Castello Gaioli-Boidi, un bellissimo vigneto adorna il versante collinare. Purtroppo ha gli anni contati: in Loc. Vignaccia, durante gli anni ’70 ed ‘80, non si farà più ottimo dolcetto bensì palazzine a tre o quattro piani ! La chiesetta della Bruceta domina lo sfondo dell’immagine. La foto è scattata, in un’assolata giornata di primavera dalla cima della parete rocciosa posta tra il Lago Tana e il Lago Salve Regina. E’ quasi ora di pranzo come si nota dalle ombre assai corte. Di fronte al fotografo, ma in sponda sinistra dell’Orba, si vede un campo arato di fresco limitato a monte del vecchio “bidale” (canale) che convogliava (sino al 13 agosto 1935) le acque al mulino posto a valle del ponte. La strada (le strade sarebbe meglio dire) che affianca il corso d’acqua è stata recentemente realizzata per favorire il passaggio dei mezzi di scavo per il prelievo di ghiaia dall’alveo. Sono anche ben visibili i tre cavi di acciaio delle teleferica di Battagliosi. La cartolina fa parte della collezione del Sig. Cesare Chiabrera Castelli che si ringrazia.(inserita 27.11.2008) |
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MOLARE - PALAZZO CONTE TORNIELLI (1910-1912)
VIAGGIATA nel 1912; ED. ERNESTO MAINERI
Senza ombra di dubbio questa cartolina è una delle più belle mai realizzate nel Paese di Molare. Immagine risalente al 1910-1912, raffigurante la Piazzetta Tornielli e l’omonimo Palazzo.
Ore 9.30 di un’assolata mattinata stiva. Un gruppetto di sette bambini (tre maschietti e quattro femminucce) sono in bella posa sui gradini d’ingresso del palazzo. Nel frattempo sta arrivando un’anziana signora con la spesa. E’ ben visibile l’acciotolato che pavimenta la piazzetta (“ arzò ” in dialetto) ed anche due cavi probabilmente del telegrafo.
Corso Saracco costeggia la cancellata di Palazzo Moscheni. Nel giardino interno è ben visibile un pino. Cosa ci sarà di interessante in un semplice pino? In realtà esso è presente con altezza via via crescente in molte immagini, ed arriva sino agli anni 2.000. Purtroppo, ormai vecchio e di altezza di alcune decine di metri è stato recentemente abbattuto. Ah, se quel pino avesse potuto parlare..... quante cose da raccontare come spettatore di circa 90 anni di vita del paese.....
Tornando a considerazioni più "tangibili", si può notare il buono stato di conservazione del Palazzo Tonielli, realizzato assieme alla contrada antistante tra il 1834 ed il 1852. Le persiane sono quasi tutte chiuse, forse per salvaguardare la frescura degli ambienti interni dal sole estivo; ai tempi, il palazzo era sicuramente abitato.
La cartolina fu inviata domenica 5 Maggio 1912 al “Circolo San Luigi” presso la Chiesa dei Servi a Genova (credo sia quella in Via Cecchi) con un “Saluti Molaresi” firmati da una ventina di persone. (inserita 02.04.2009)
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