Se è vero che un'immagine vale mille parole, una cartolina ne vale ancor di più. La cartolina è un'immagine che viaggia nel tempo ed ha viaggiato nello spazio.
Sono finestre aperte verso il passato ed inquadrano luoghi che non ci sono più o che sono radicalmente mutati, persone che hanno vissuto intere vite di cui una frazione infinitesimale è stata donata ai posteri. Poi c'è la storia di chi era dietro l'obbiettivo, il fotografo, e d ancora la storia del viaggio compiuto dalla cartolina, da Molare a luoghi più o meno remoti per poi tornare in qualche raro caso all'origine. Infine non si può dimenticare chi l'ha scritta e chi invece la ricevuta.
Quando ho iniziato a collezionare cartoline d'epoca di Molare, non avrei mai pensato di recuperarne così tante, ed ancora vado cercando ..........
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| MOLARE- CASTELLO GAIOLI BOIDI E PALAZZO
CONTI TORNIELLI (1950-1955)
VIAGGIATA; ED. IGHINA
Una classicissima veduta
del Castello di Molare e più in generale del lato meridionale
del Paese. La foto è stata scattata dalle Edizioni Ighina
di Molare nella prima metà degli anni ’50.
A questo periodo, o comunque al dopoguerra, risale la realizzazione
della rotonda ricavata tra la Salita del Conte (strada che costeggia
il Castello Gaioli Boidi) e Corso Saracco (viale parzialmente
nascosto dalle vegetazione in primo piano). In basso a destra
è ben visibile l’imbocco della Via Fontane, separata
dalla viabilità principale da un muretto tuttoggi esistente
ma senza la scritta “Fronte Democratico Pop.re”.
Sul lato retrostante di tale muro (più o meno all’altezza
della parola “fronte”) è presente
il lavatoio che in quegli anni non era più utilizzato dalle
massaie per lavare i panni. Le numerose e simili immagini del
primo trentennio del ‘900 erano infatti quasi tutte connotate
dalla presenza delle donne che portavano i panni a lavare. Negli
anni ’50 l’acqua corrente aveva già raggiunto
le abitazioni del paese.
Le strada sono ancora tutte in terra battuta è Via Circonvallazione
sarà da li a poco realizzata. Il fotografo scatta l’immagine
dal Bricchetto in una mattinata primaverile o estiva tra le 8.00
e li 9.30 come evidenziato dalla ombre ancora lunghe della folta
vegetazione.
L’immagine non è animata nè da persone nè
da veicoli in transito. L’unico indizio di attività
è costituito dalle lenzuola stese sul davanzale di una
finestra. La cartolina fu spedita tra Graziella, Piero, Vera e
Giulio ad una famiglia di Torino (inserita 07.08.2007) |
| MOLARE- PONTE SULL'ORBA DOPO IL DISASTRO
DELLA DIGA DI ORTIGLIETO (1935)
VIAGGIATA; LIBRERIA EDITRICE ENRNESTO MAINERI
Per ovvie ragioni questa
cartolina riveste una notevole importanza all’interno di
questo sito. Si potrebbe dire che questa è la “cartolina
ufficiale” del Disastro di Molare. Anche il Vajont o il
disastro del Gleno vantano sfortunatamente questo tipo di cartolina
commemorativa. Numerose immagini, soprattutto cartoline fotografiche,
furono date alle stampe per la vendita. La maggior parte riguardavano
Ovada, la località più colpita dalla tragedia.
Per il paese di Molare quest’immagine della Libreria Ernesto
Maineri costituisce il simbolo del disastrato del 1935 perchè
riprende le rovine del simbolo stesso del paese: il suo ponte.
Naturalmente non è difficile determinare la data dello
scatto: Agosto 1935, alcuni giorni dopo il nefasto giorno 13.
Un’immagine stupenda nella sua tragicità, nella quale
poco meno di un centinaio di persone contempla di ruderi del ponte
e, più a valle, i resti del ponte ferroviario scomparso
e della contrada delle Ghiaie ove si contarono numerose vittime.
Non è improbabile che tra quegli osservatori vi sia anche
il nonno di chi scrive. Questa cartolina rende assai superflua
qualsiasi considerazione estetica o nozionistica perchè
si commenta già da se. Ci si limita ad evidenziare come
le rocce di arenaria ben visibili sulla destra, mostrino i segni
della furia erosiva dell’Ondata,
la quale sommerse totalmente il Ponte di Molare. Quest’ultimo
fu il sogno secolare dei Molaresi dal ‘700 sino al 1858
quando venne finalmente ultimato grazie agli sforzi di tutta la
comunità. Adesso è distrutto. Si può immaginare
lo stato d’animo della popolazione.
La cartolina fu spedita da una bambina di nome Carla Gallo ad
un’insegnante di Chiavari. (inserita 16.08.2007) |
| VEDUTA FRAZ. S. LUCA - MOLARE (1950-1955)
VIAGGIATA; ED. ZUNINO ALESSANDRO
Questa immagine è
risalente alla prima metà degli anni ’50. E’
una delle primissime cartoline in formato grande e propone una
veduta inedita della bella frazione adagiata all’ombra del
Monte Ratto
(parzialmente visibile sull’estremità di sinistra
dell’inquadratura). La scarsa vegetazione, l’assenza
di foglie nei rami in primo piano ed i campi non ancora coltivati
indicano che lo scatto venne eseguito in stagione invernale. In
una stagione differente, il Sig. Alessandro Zunino, autore della
foto, avrebbe avuto maggiori difficoltà in quanto la vegetazione
sarebbe stata tale da non consentire tale ripresa.
Il Sig. Zunino, di San Luca, era proprietario del negozio di commestibile
nonchè sale & tabacchi posizionato nelle immediate
vicinanze della chiesetta. In primo piano la borgata denominata
C.na Rotta la cui toponomastica è assai indicativa della
stabilità generale dell’area. La strada che l’attraversa
è detta “dei Pini” e ha per molti secoli rappresentato
l’importante via di accesso al sottostante Rio
Meri. All’altezza di C.na Rotta è pure visibile
una sorgente utilizzata per l’approvvigionamento idrico.
Al di sopra della chiesa sono ben visibili C.na Chiappori e C.na
DeGus-Pesce. Più sulla destra è presente la nuova
strada per il cimitero della frazione. La vecchia strada saliva
il versante sulla sinistra delle due cascine anzi menzionate.
I due grandi tralicci visibile in lontananza testimoniano che
i tempi vanno rapidamente cambiando.
La cartolina fu spedita da Giovanni ad una famiglia di Genova
Prà con un “pacato”: “Sinceri saluti”.
(inserita 29.08.2007) |
| MOLARE- SCORCIO PANORAMICO (1950-1955)
VIAGGIATA nel 1956; LIBRERIA RIGHETTI
Una delle più belle
panoramiche della paese di Molare. Il fotografo si alzò
di primissima mattina ed arrivò a Molare alle 7.00. Salì
sulla torre occidentale del Palazzo Tornielli e fece alcuni scatti.
Almeno due di questi divennero altrettante cartoline. La seconda
cartolina è già stata pubblicata in questa sezione
e ritrae in primo piano in Castello Gaioli-Boidi. Alle 7.10-7.15
di un’estate della prima metà dei ’50, il fotografo
Righetti riprese il paese ancora addormentato. Le persiane degli
uffici comunali sono ancora tutte chiuse. Solamente due persone
sono appena visibili e stanno percorrendo la Piazza Nervi in direzione
Piazza Marconi. Quest’ultima è stata da pochissimo
asfaltata. Non posso far a meno di immaginare il disappunto del
fotografo nel constatare che l’immagine della Piazza è
disturbata dell’inopinata presenza di un furgoncino della
“Ditta Co......A”. Sui tetti una moltitudine di camini
e non di antenne, antennine o parabole come avviene al giorno
d’oggi. Sullo sfondo, dietro la Chiesa è ben visibile
la Loc. Vignaccia come un tempo era: un’enorme vigna. Ogni
raffronto con l’attuale “configurazione” di
Loc. Vignaccia è superflua oltre che assai triste. Anche
il versante settentrionale del Querceto (estremità sinistra
dell’inquadratura) è interamente coltivato a vite,
per non parlare poi dei tutta la valle del Rio Crosio (lato opposto).
Ancor più in lontananza è visibile la chiesetta
del Brucieta. La cartolina fu spedita da un gruppo di persone
il 24 settembre 1956 ad una famiglia di Genova. (inserita
12.09.2007) |
| MOLARE- SANTUARIO DI N.S. DELLE ROCCHE
(1940)
VIAGGIATA nel 1942; LIBRERIA EDITRICE ENRNESTO MAINERI
Una bella immagine risalente
al 1940 del Santuario delle Rocche ripreso dalla strada per Località
Terio da Maineri di Ovada.
L’inquadratura è assai stretta ed esclude qualsiasi
porzione dell’omonima frazione, conferendo al Santuario
un’atmosfera assai amena. Esso fu realizzato nella prima
metà del 1600 nel sito ove avvenne la presunta apparizione
dell’Assunta. Il caseggiato attiguo invece, risale agli
anni ’60 del 1800. Il vialone di accesso è, al tempo
della ripresa, in fase di realizzazione; nell’angolo in
basso a sinistra è ben visibile il rilevato stradale appena
realizzato. In questo periodo verrà inoltre edificato lo
storico fabbricato sede dell’alimentari di “Battistin”
(vedere cartolina precedentemente pubblicata) ed il ristorante-locanda
(“Sbarazzon”).
Nell’immagine è anche visibile l’area dialettalmente
denominata Ghirbian-na o Ghirmian-na la cui omonima cascina è
nascosta dai versanti boscosi. Il fabbricato che invece è
posizionato sulla parte sommitale della radura è la Cascina
Bruciata Superiore.
La cartolina fu scritta Venerdì 8 Maggio 1942 e spedita
il giorno dopo ad una famiglia di Reggio Emilia. (inserita
28.09.2007) |
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