Molare. È iniziata in agosto in Parrocchia
la Mostra fotografica itinerante sul crollo della diga di Ortiglieto,
avvenuta il 13 agosto di settanta anni fa. L'iniziativa dell'
Accademia Urbense di Ovada e dei Comuni di Molare, Ovada, Cremolino,
Belforte, Silvano e Capriata (i paesi coinvolti nella tragedia
del 1935) è denominata "L'onda che si abbatte sulla
Valle" e consiste in una cinquantina di pannelli e di grandi
fotografie. L'allestimento e la grafica della Mostra sono di
Paolo Albertelli e Mario Canepa. È stato pubblicato anche
un libro sul crollo della diga, "13 agosto 1935, il giorno
della diga", che sta avendo un grande successo, i cui autori
sono Clara Ferrando, Vittorio Bonaria e Paolo Albertelli di
Molare, ed i ricercatori dell'Accademia Urbense Sandro Laguzzi,
Paolo Bavazzano, Giacomo Gastaldo, G.C. Costa e Walter Secondino.
La mostra fotografica si sposta ora ad Ovada, dal 26 agosto
al 4 settembre alla Scuola Media Statale "Pertini",
quindi negli altri paesi interessati dal crollo della diga di
Sella Zerbino, una diga secondaria che non resse allo scivolamento
del monte causato dalla fortissima pioggia dell'agosto di quell'anno.
Domenica 14 è stato celebrata una Messa in suffragio,
delle vittime di quel tragico evento e, sotto la loggia del
Palazzo Comunale in piazza Marconi, è stata scoperta
una lapide commemorativa. Sia il sindaco Bisio che il presidente
del Consiglio provinciale Icardi hanno sottolineato i fatto
che, oltre all'evento di naturale fatalità, ci furono
negligenze da parte umana per il crollo della diga e che quindi
lo scopri mento della lapide marmorea in piazza vuole essere
un piccolo "ritocco" alla mancata giustizia umana
per quell'evento così disastroso, che causò ben
111 vittime in Valdorba.
Il 13 agosto Molare è andato in diretta ad "Uno
Mattina" negli studi televisivi di Roma e poi due volte
al TG3, con viste del paese ed interviste al Sindaco e a Enrico
Barigione, un testimone sopravvissuto alla tragedia. Bisio tra
l'altro ha confermato dell'intenzione di un progetto sinergico
tra diversi Enti, per il recupero dell'invaso dei Ortiglieto
ed i ripristino della vecchia diga, rimasta intatta nel 1935.
Potrebbe essere questo una soluzione per assicurare l'acqua
a tutti i paesi che si affacciano sulla Valdorba.