IL DISASTRO DI MOLARE

13 AGOSTO 2005

Rassegna stampa

 

 

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SUL CROLLO DELLA DIGA

PUBBLICATO UN LIBRO DI SUCCESSO SULL'AGOSTO 1935

 

Molare. È iniziata in agosto in Parrocchia la Mostra fotografica itinerante sul crollo della diga di Ortiglieto, avvenuta il 13 agosto di settanta anni fa. L'iniziativa dell' Accademia Urbense di Ovada e dei Comuni di Molare, Ovada, Cremolino, Belforte, Silvano e Capriata (i paesi coinvolti nella tragedia del 1935) è denominata "L'onda che si abbatte sulla Valle" e consiste in una cinquantina di pannelli e di grandi fotografie. L'allestimento e la grafica della Mostra sono di Paolo Albertelli e Mario Canepa. È stato pubblicato anche un libro sul crollo della diga, "13 agosto 1935, il giorno della diga", che sta avendo un grande successo, i cui autori sono Clara Ferrando, Vittorio Bonaria e Paolo Albertelli di Molare, ed i ricercatori dell'Accademia Urbense Sandro Laguzzi, Paolo Bavazzano, Giacomo Gastaldo, G.C. Costa e Walter Secondino.
La mostra fotografica si sposta ora ad Ovada, dal 26 agosto al 4 settembre alla Scuola Media Statale "Pertini", quindi negli altri paesi interessati dal crollo della diga di Sella Zerbino, una diga secondaria che non resse allo scivolamento del monte causato dalla fortissima pioggia dell'agosto di quell'anno. Domenica 14 è stato celebrata una Messa in suffragio, delle vittime di quel tragico evento e, sotto la loggia del Palazzo Comunale in piazza Marconi, è stata scoperta una lapide commemorativa. Sia il sindaco Bisio che il presidente del Consiglio provinciale Icardi hanno sottolineato i fatto che, oltre all'evento di naturale fatalità, ci furono negligenze da parte umana per il crollo della diga e che quindi lo scopri mento della lapide marmorea in piazza vuole essere un piccolo "ritocco" alla mancata giustizia umana per quell'evento così disastroso, che causò ben 111 vittime in Valdorba.
Il 13 agosto Molare è andato in diretta ad "Uno Mattina" negli studi televisivi di Roma e poi due volte al TG3, con viste del paese ed interviste al Sindaco e a Enrico Barigione, un testimone sopravvissuto alla tragedia. Bisio tra l'altro ha confermato dell'intenzione di un progetto sinergico tra diversi Enti, per il recupero dell'invaso dei Ortiglieto ed i ripristino della vecchia diga, rimasta intatta nel 1935. Potrebbe essere questo una soluzione per assicurare l'acqua a tutti i paesi che si affacciano sulla Valdorba.

 

da L'ANCORA del 28 Agosto 2005 (articolo di S.S.)

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