IL DISASTRO DI MOLARE

13 AGOSTO 2005

Rassegna stampa

 

 

1935, MOLARE: IL CROLLO DELLA DIGA FA 111 MORTI

 

Ovada, 14 agosto In conseguenza di un violentissimo temporale che, iniziatosi la notte scorsa, ha imperversato su tutta la zona montana dell'alta Orba e dell'alta Stura e sopra la città di Ovada, un grande disastro è avvenuto ieri verso le 13,30 e ha causato la completa rovina di oltre cento case nelle varie frazioni dell'Ovadese, e il crollo di quattro ponti. Si lamentano numerose vittime il cui nume. ro non è ancora accertato. La pioggia, che è caduta violenta fin dal primo minuto, ha fatto gonfiare con estrema rapidità le acque dei torrenti Orba e Stura e di tutti i loro affluenti, tanto che verso le 14 i due torrenti hanno sorpassato o rotto, in certi punti, gli argini. l'Orba ha allagato tutta la piana di Molare e lo Stura tutta la parte a valle del Turchino. La violenza delle acque ha provocato la rottura di una delle dighe del lago artificiale dell'Ortiglieto (situato a circa tre chilometri, in linea d'aria, dalla centrale idroelettrica di Molare delle Officine Elettriche Genovesi) e la sua massa d'acqua precipitando a valle ha determinato il crollo della sottostante diga del lago di compensazione in località Cerreto. La prima diga che ha ceduto è q~ella secondaria della "Sella dello Zerbino" che ha una lunghezza massima, in sommità, di circa 110 metri e un'altezza massima di circa Il metri, La diga, come la maggiore, detta di "Bric Zerbino" è del tipo a "gravità", in muratura di calcestruzzo di cemento e blocchi di durissimo pietrame serpentinoso in proporzione del 20 per cento. La diga piccola è stata rotta per circa 7 metri e una massa d'acqua calcolata in circa 7 milioni di metri cubi si è rovesciata nella vallata sradicando alberi, svellendo ogni casa, investendo la centrale e la casa dei custodi nella quale erano delle persone e dei bimbi che miracolosamente hanno potuto mettersi in salvo. l'impetuosa valanga delle acque hanno investito, arrecando seri danni, gli abitati sottostanti e in special modo le frazioni di Rebba, Ghiaia, Cremolino e Faiello. Poi la violenta fiumana, unendosi alle acque dello Stura (ingrossato in modo inverosimile), quasi alle porte di Ovada ha investito il rione Borgo abbattendo tutte le case che ha trovato sul suo cammino e facendo numerose vittime tra gli abitanti che non hanno fatti in tempo ad allontanarsi. Anche la frazione Marciazza ha subito danni ingenti. L'immane torrente ha fatto inoltre crollare quattro ponti: quello della linea Ovada-Acqui, presso Molare esattamente otto minuti dopo il passaggio del treno viaggiatori proveniente da Genova; il ponte sulla strada provinciale Ovada-Molare, il ponte nuovo a quattro arcate e lungo 60 metri del Comune di Belforte e il ponte sulla linea Olba-Ovada-Roccagrimalda. I binari della linea ferroviaria Ovada-Alessandria sono stati divelti per oltre 900 metri nel tratto Ovada-Rocca Grimalda. I'acqua ha invaso la grande vallata dell'Orba, fin sotto al comune di Basaluzzo e Fresonara, attraverso gli abitati minori di Silvano, di Capriata e di Predosa, tenendo quindi un'estensione di circa 40 chilometri di lunghezza e di circa tre di larghezza. Numerose case delle citate frazioni sono state rase al suolo e in esse l' acqua ha asportato persone, animali e masserizie. La strada Basaluzzo-Predosa è stata rotta in moltissimi punti. Ha resistito invece il ponte di Predosa sull'Orba, che è in riparazione, in seguito all'inondazione dell'anno scorso. La circolazione stradale sulla Ovada-Novi, quella sulla Ovada-Acqui, tranviaria Ovada-Novi sono state per molte ore interrotte, poiché l'acqua ha raggiunto l'altezza di oltre un metro e mezzo. Sono andate distrutte le centrali idroelettriche di Molare e quella della I.E.L.P. di Ovada. Altri danni vengono segnalati dalla zona percorsa dal torrente. L'impetuosità delle acque ha interrotto per parecchie ore ogni comunicazione con i centri vicini. Il numero delle vittime, sebbene non sia stato ancora precisato, deve contenersi in poche decine, ad ogni modo è molto al di sotto delle esagerate cifre da alcuni date per certe. Numerosi sono i salvataggi compiuti da coraggiosi e commoventi alcuni episodi di sublime altruismo. Il meccanico del garage Fiat di Ovada, certo Tristano Gonza, ha salvato a nuoto e con grandi sforzi ben sette persone che erano state travolte dalla corrente. Stamane verso le otto si era sparsa la voce che la diga maggiore del lago avesse ceduto ostesse per cedere. Gran parte della popolazione ovadese aveva cominciato allora a sgomberare portandosi sulle sovrastanti colline Ma le autorità, con prontezza encomiabile, hanno potuto rassicurare la popolazione, che è rimasta tranquilla alle sue case. Per questo fatto è stato anche operato un arresto. Nelle regioni colpite dal disastro causato dal crollo della diga si è oggi recato S.M. il Re che è arrivato a Ovada alle 13 da S. Anna di Valdieri accompagnato dal suo aiutante di campo generale Asinai di Bemezzo. ULTIMA ORA Gli scomparsi salgono a 111 - Roma, 16 agosto - Le piogge torrenziali di questi ultimi giomi in provincia di Alessandria hanno determinato piene straordinarie dei torrenti affluenti del Tanaro. A seguito del parziale crollo di una diga secondaria della Sella Zerbino che forma il gigantesco lago artificiale di Ortiglieto sulle montagne di Molare, le acque straripando hanno allagato la vallata dell'Orba. L'impeto delle acque ha prodotto rilevanti danni e travolto parecchie case rurali facendo anche vittime umane. In complesso è stata denunciata la scomparsa di 111 persone delle quali 97 appartenenti al comune di Ovada, 3 a Molare, 4 a Capriata d'Orba e 7 a Cremolino. Le salme recuperate sono 82. Di esse ne sono state riconosciute 60.

 

da IL NOSTRO GIORNALE del 13 Agosto 2005 (rubrica a cura di ARNALDO MAZZUCONI)

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