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La diga!
Quattro minuti...
"E cascà. la dig...".
Quattro minuti da quando l'acqua salta la diga a quando arriva
a Longarone... Corre a 80 all'ora dentro quella gola, l'acqua.
Irrompe come un treno in corsa, grande come cinquemila treni uno
dentro l'altro!
Quattro minuti per decidere come muori o come vivi... "Via,
a piedi, su per la montagna, corri, corri...". Via! Quelli
che prendono la macchina, .quelli che ciapa il motorin... "Aspettami,
vigliacco...". Quelli che prendono a piedi su per la montagna,
che par che non ce la faranno mai, so no gli unici che si salvano.
E trema tutto... "Aspetta, vigliacco!". E cominciano
a volar i coppi. Cosa fai?.. Quelli che vanno a casa...
"Dove vai tu?".
"Vado a svegliarli...". Chi svegli?
.Dove li metti?
In cantina ?
In soffitta ?
Sei matto?
E da chi vai?
Dalla morosa... Dai genitori?
Chi devi salvar per primo?
E i genitori: quanti figli? Due a testa... "Via cari, via
cari...". Insieme... "E la gatta?". "Va ti".
"No, ti aspetto...". "No, vai tu che sei giovane!".
"No, ti aspetto, sbrigati!". "Vai! Cristo!".
"Non ce la faccio... Non ce la faccio... Vai tu, vai tu...
Corri fuori...".
E intanto s'intorbidisce l'aria... Comincia a tremar la terra,
a volare travi, careghe, e spacca le antenne e spacca i rami...
E tutto torbido, torbido, torbido... questo rumore... Vento che
ti assorda e la terra che ti trema sotto i piedi... E lo capisci
che sta arrivando acqua, perchè c'è l'odor dell'acqua...
"Da dove arriva che non capisco... Non capisco... più
niente...".
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"La storia della diga Vajont, iniziata sette anni prima, si conclude in quattro minuti di apocalisse con l'olocausto di duemila vittime"
(Ed. Garzanti, 1997) |
Come esser sulle rotaie quando arriva un treno... Ti sposti dalle
rotaie quando arriva un treno? Lo senti che sta arrivan- do il
treno, e vicinissimo, ma qua non ti puoi togliere... Comunque
sei sulle rotaie... E quello che sta arrivando e molto grande...
Molto grande: io voglio vivere!
Ci pensa l'aria. All'uscita della gola del Vajont, davanti all'acqua
in corsa, ci pensa l'aria a toglierti ogni speranza. Compressa
dall'acqua che corre dentro quel binario che adesso e la gola
del Vajont raggiunge la forza, la pressione di due bombe atomiche
di Hiroshima.
Indumenti
Via la pelle
Via le cavità interne
Animali
Vegetali
Minerali
Quali corpi vuoi trovare in una valle chiusa dopo una bomba atomica?
Vajont e anche questo: mille bare con qualcosa dentro e altre
mille senza niente dentro... Mille e non più mille... Perchè
non c'erano corpi per tutte le bare... Da metterle in terra, o
anche chissà dove, a riposare...
Litigavano pur di aver qualcosa
nella bara dei loro cari
Perchè noi abbiamo bisogno di metter qualcosa nella bara, abbiamo bisogno di attaccarci a un... Ci vuole, da immaginare, che qualcosa c'è, magari seppellito da qualche parte... E non... più niente...
E quel che non ha fatto l'aria micidiale, che ha vaporizzato tutto, come a Stava, dove li ha uccisi quasi tutti l'aria, quel che non ha fatto l'aria lo finisce l'acqua.
Si apre all'uscita del Vajont: un treno in corsa a 80 all'ora esce dalle pare ti della gola e perde le sponde. Non c'è più gola che lo costringe... Si apre, si distende... Un Niagara. II muro d'acqua passa da 70 metri di altezza a 30 solamente, ma con una forza cinetica assassina... Un martello!
II muro di rimbalzo, alto 30 metri, raccoglie i sassi del Piave, scava un lago nel letto del fiume che resterà per dieci anni, resistendo alle piene, prima di riempirsi un'altra volta. Tutte le pietre del Piave a mitragliar le case a Longarone... Su per la montagna, dall'altra parte, contro quelli che stanno scampando, che sentono arrivar l'acqua alle caviglie, alla cosce, alla pancia e poi l'acqua ti sorpassa...
"Adesso muoio...".
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